capitolo 3

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Com'è possibile che, tutti e due nelle proprie case, arriviamo a incontrarci in uno spazio per entrambi familiare come le nostre camere?
Abitanti in due case diverse e lontane qualche chilometro, abitiamo adesso la stessa camera. Due camere diverse si sovrappongono, si mescolano in un unico spazio per entrambi significativo e familiare ma che fino a quel momento non era condiviso.
Rimaniamo a riflettere, perplessi. Interrompo la meditazione. “Forse stiamo sognando”. “Bibo ma com'è possibile?” “che ne so? com'è possibile che entrambi siamo convinti di essere a casa nostra e com'è possibile che il resto della casa sia invisibile?”. “proviamo ad aprire la finestra!!” Fuori dalla finestra c'è una strada tutta alberata; la strada è lastricata di pietre. L'aria è primaverile e gli alberi che costeggiano entrambi i lati del sentiero sono pieni di strani frutti e hanno ampie radici di millenaria storia.
“Bibo, siamo a metà dicembre e l'aria ha un “profumo di aprile”, gli alberi sono pieni di frutti....questo è un altro fatto che non mi spiego”. “possibile che stiamo impazzendo?” “ non lo so ma a questo punto conviene andare a scoprire dove siamo, non sei curioso?” “beh...in effetti!”.
Saltiamo giù dalla finestra, ci voltiamo verso la casa; di essa è rimasto solo la finestra di colore arancione ma anche un po fucsia, verdognolo e salmone.
Partiamo. Ecco che, dopo pochi passi, vediamo passare davanti a noi un ometto alto alto con aria da professore, il naso a punta e le lentiggini sulle due gote. “buongiorno” ci dice il professore “buongiorno a lei” “anche voi due venite dalla finestra multicolore?”. Un po perplessi ci guardiamo e rispondiamo all'unisono “sì!! anche noi veniamo da là!” indicando la nostra cara finestra.
“scusate se non mi trattengo ma ho un affare importante da concludere con degli stranieri, gente fine e di buon gusto che mi ha chiesto di fissare un'immagine su questa tela e adesso sono già in ritardo! Scusate ancora, Ah! Pardon! Il mio nome è Lucrezio!” “arrivederci!”.
Iniziamo a ridere di gusto, il signor Lucrezio era buffo anche solo da vedere e la sua andatura, un trotto degno di un cavallo, tirava fuori dai nostri occhi lacrime di contentezza!
Avanziamo, ecco una casa. Pare disabitata. Decidiamo di entrare.

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