Siamo un paese di chiaccheroni, di parolai. Se chiedo a qualcuno di voi se è per l'ambiente, contro l'inquinamento e per la salvaguardia degli animali in moltissimi mi risponderete di si.
In realtà solo una minoranza sa cosa è giusto fare per la natura. Un'altra minoranza sa cosa è giusto fare per le proprie industrie e poi in mezzo ci stanno tutti gli altri che seguono chi urla di più.
Chi urla di più? Chi ha più soldi.
Ad essere sinceri non si può dire che i facenti parte del “gruppo dei trascinati” sia contro la natura; in realtà è l'inerzia, la poca forza di volontà che li porta ad andare contro la natura e a favore di un lento suicidio. Se la persona X conosce il danno che l'impresa Y sta commettendo nei confronti dell'ambiente, di operai o sulla società del paese ha il dovere di denunciare il fatto. Ma nessuno lo fa. Questo è il deficit che talune persone hanno.
Come risolvere il problema? Qualunque dipendenza dalla tv, dai giornali o da qualsiasi persona che si proclama come detentore di conoscenza (come me) non va ascoltato. Ognuno deve pensare alla sua zona. Dovremo stare attenti alla salute dei fiumi, alla salvaguardia degli alberi, non gettare qualsiasi tipo di rifiuto in terra e fare raccolta differenziata. Basta andare a ripulire i fiumi e i cigli delle strade popolatissimi di plastiche e carte. Tutto questo è sufficiente farlo nel raggio di 500 metri da casa nostra. Perché farlo? Perché si spera che se una persona inizia altre lo seguano.
Siamo quasi in primavera. Sarebbe bello se da metà aprile a metà giugno ognuno di noi, una volta a settimana prendesse due buste ( una per la carta e una per la plastica) e facesse un giro a raccogliere rifiuti nella campagna vicino casa.
Suggerimento: sui cigli delle strade e lungo i fiumi c'è davvero molta roba da prendere!
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